Sappiamo tutti che la geopolitica europea ha sempre avuto lo spessore concettuale di un’assemblea di condominio chiamata a decidere sulle piante del giardino o sul colore delle tende. Da qualche tempo, però, tira tutt’altra aria. L'illusione della "pace perpetua" si è infranta, e i governi del vecchio continente hanno deciso di sgrassare i cingoli e dare fondo alle commesse militari.
Ed eccoci quindi, quasi inconsapevoli come cittadini, a sostenere una maxi-gara di riarmo che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda. Secondo i dati dell’European Defence Agency, la spesa militare aggregata dell’Unione Europea si proietta verso cifre record ben oltre i 400 miliardi di euro (in crescita).
E in questo scenario di "crescita economica guidata dagli armamenti", dove si colloca il nostro Paese?
L’Italia non resta affatto a guardare: tra il Ministero della Difesa e le "sovvenzioni per lo sviluppo ad alta tecnologia" erogate dal MIMIT per sostenere aziende come Leonardo e Fincantieri, l'Italia ha messo sul piatto investimenti pluriennali per oltre 130 miliardi di euro.

- In aria (GCAP: Global Combat Air Programme): partecipiamo da protagonisti al caccia di sesta generazione insieme a Regno Unito e Giappone, con una quota programmata attorno ai 18,6 miliardi. Non parliamo di un semplice aereo invisibile, ma di una centrale operativa volante che coordinerà stormi di droni intelligenti (Loyal Wingmen).
- A terra (NMBT / IMBT (New Main Battle Tank / Italian Main Battle Tank): a corto di corazzati moderni, abbiamo stretto una maxi-alleanza industriale tra Leonardo e Rheinmetall per introdurre oltre 130 carri Leopard 2A8 e più di 1.000 veicoli da combattimento per la fanteria della serie Lynx. Costo dell'operazione: tra i 20 e i 25 miliardi.
- Sotto e sopra il mare: rinnoviamo la flotta con i cacciatorpediniere da 10.000 tonnellate DDX, le nuove fregate FREMM EVO e i sottomarini stealth U212 NFS dotati di batterie al litio Made in Italy.
- Nel cielo: la cupola di protezione anti-balistica e ipersonica viene affidata al sistema SAMP/T NG equipaggiato con il radar italiano Kronos, a cui si aggiunge il missile da crociera Teseo Mk2/E.
- L'Italia partecipa anche al programma Eurodrone (RPAS) per velivoli da ricognizione/attacco a lunga autonomia di quota media
Questo non è certamente il futuro a cui avrei voluto vedere destinate risorse per centinaia di miliardi. Cifre di questa portata, indirizzate verso la transizione ecologica, la sanità o la ricerca civile, avrebbero un impatto sistemico spaventoso. Eppure la realtà geopolitica ha imposto una virata brutale verso la deterrenza pura, lasciandoci sospesi tra il pragmatismo industriale e la percezione della minaccia.
Voi cosa ne pensate?
Ritenete questo maxi-piano di riarmo un passaggio obbligato per la nostra sicurezza o considerate sproporzionato questo sforzo economico a discapito di altre priorità?