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Cultura generale #501 - L'effetto Gige: dalla Grecia antica di Platone ai Troll dei social

Cari amici,

forse per la prima volta su questo umile blog si parla di alta filosofia, di dilemmi morali che affondano le radici nella Grecia Classica.
Per chi vivesse in una caverna (non quella di Platone, sia chiaro, ma una più comoda e con il Wi-Fi), il mito dell'anello di Gige narra di un pastorello, tale Gige appunto, che trova un anello magico. Questo anello ha il piccolo optional di rendere invisibile chi lo indossa.... e qui scatta il dramma....

Proprio Platone, che non era certo l'ultimo arrivato in fatto di pensieri profondi, usa questo mito per sollevare una questione spinosa: se potessi farla franca, saresti comunque una brava persona? Se l'invisibilità ti garantisse l'impunità, continueresti a rispettare le regole, le leggi, la morale comune? O lasceresti libero sfogo al tuo io più oscuro, ai desideri e pulsioni meno nobili?

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l'immagine dell'articolo è il quadro "The Son of Man" dipinta dal celebre artista surrealista belga René Magritt

Trasportiamo questo dilemma nel nostro amato mondo digitale e SBAMMM ecco che si spiegano molte cose, soprattutto sui social media.
Noi uomini moderni non abbiamo anelli magici, certo, ma abbiamo profili fake, identità digitali multiple, la possibilità di nasconderci dietro uno schermo, di agire nell'ombra del web. Non è forse questa una forma moderna di "invisibilità"?

Quanti di noi, al riparo dell'anonimato online, si trasformano in piccoli Gige digitali? Quanti insultano, offendono, diffamano, truffano, bullizzano, sapendo di poterlo fare quasi impunemente? La tastiera diventa l'anello magico, lo schermo la garanzia di non essere "visti", di non dover rendere conto delle proprie azioni.

La domanda platonica, quindi, risuona più forte che mai: senza la paura della punizione, senza lo sguardo giudicante della società, saremmo comunque "buoni"? L'effetto GIGE ci mette di fronte alla tendenza umana di cedere alle tentazioni quando pensiamo di essere invisibili.

Ringrazio l'amico filosofo Gianni V. per la segnalazione e l'amico Alessandro M. per la riflessione sull'argomento

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